Contributi a Comuni e Province per interventi di sicurezza stradale – 3° Programma

Sicurezza stradaleNell’ambito del Programma annuale di Attuazione del Piano Nazionale della Sicurezza Stradale (PNSS). è stata assegnata alla Regione Marche la somma di euro 2.090.301,00, 3° programma 2007.

Obiettivi
sviluppare e rafforzare le capacita di governo della sicurezza stradale presso le Province e i Comuni e ad incentivare la crescita degli investimenti per migliorare la sicurezza stradale;
favorire la formazione di una nuova cultura della sicurezza stradale presso i cittadini in età scolare, presso gli adulti e presso i decisori e i tecnici che possono contribuire al miglioramento
della sicurezza stradale;
promuovere lo sviluppo di interventi ad alta efficacia, distribuiti su tutta la gamma dei campi di intervento prioritari indicati nel successivo art. 3, comma 1), e favorirne la diffusione in modo da determinare, a parita di risorse disponibili, la piu ampia e celere riduzione delle vittime degli incidenti stradali.

Campi di intervento e cofinanziamento nazionale (€ 2.090.301,00)
Interventi dedicati in modo specifico al miglioramento della sicurezza stradale con riferimento ai campi di intervento prioritari elencati di seguito:
Settore A, rafforzamento della capacità di governo della sicurezza stradale, costituito da tre campi d’intervento:
A1) definizione e attuazione di piani di formazione al governo della sicurezza stradale per tecnici e decisori, sia sotto il profilo tecnico, sia sotto quello della programmazione, pianificazione e gestione del sistema di interventi a favore della sicurezza stradale;
A2) iniziative rivolte al contrasto dei comportamenti ad alto rischio comprendenti indagini sulle caratteristiche e sulla distribuzione sociale, spaziale e temporale dei comportamenti di guida ad elevato rischio, definizione delle misure più efficaci per contrastare tali comportamenti e applicazione e verifica dell’efficacia di tali misure;
A3) definizione e attuazione di protocolli e moduli operativi per la regolamentazione del traffico, il miglioramento della segnaletica e l’esercizio delle attività di prevenzione, controllo, dissuasione, repressione dei comportamenti ad elevato rischio e quella di primo e pronto soccorso al fine di migliorare il rapporto tra mezzi impegnati e risultati conseguiti sia in termini di riduzione dell’ incidentalità, sia in termini di riduzione degli effetti degli incidenti stradali sulle persone;
Settore B, formazione di una nuova cultura della sicurezza stradale, costituito da due campi di intervento:
B1) definizione e realizzazione di progetti pilota nel campo della formazione alla mobilità sicura e sostenibile della popolazione in età scolare, secondo criteri di sistematicità, coerenza, integrazione, orientamento su obiettivi specifici e misurabili, monitoraggio del risultati e valutazione della loro efficacia, condivisione dei risultati delle esperienze;
B2) campagne locali di informazione e sensibilizzazione da integrare in una banca generale di comunicazione per la sicurezza stradale (messa in rete delle esperienze di informazione, sensibilizzazione, valorizzazione e diffusione delle esperienze più significative creazione di un sistema di informazione e sensibilizzazione rivolto sia alla popolazione adulta in generale, sia a specifici segmenti e tipologie sociali);
Settore C, interventi su componenti di incidentalità prioritarie ai fini dei miglioramento complessivo della sicurezza stradale nel Paese, costituito da cinque campi di azione:
C1) individuazione delle tratte stradali extraurbane che presentano le maggiori concentrazioni di vittime per incidenti stradali, analisi dei fattori di rischio, definizione della gamma di interventi efficaci per eliminare o ridurre i fattori di rischio, valutazione delle alternative e scelta dell’ alternativa più soddisfacente, sua definizione progettuale e realizzazione o avvio dell’intervento (o degli interventi);
C2) piani, programmi e interventi per migliorare la sicurezza stradale nelle aree urbane ad elevata incidentalità stradale attraverso misure di regolamentazione del traffico, riqualificazione del sistema viario, tutela e messa in sicurezza degli utenti deboli, promozione e valorizzazione della mobilità ciclo-pedonale, interventi per la regolamentazione e la messa in sicurezza della mobilità in aree ad elevata densità residenziale e/o terziaria;
C3) riduzione dei maggiori divari di rischio esistenti a livello provinciale attraverso piani di azione che rispondano ad uno specifico protocollo e che prevedano anche attuazioni pilota;
C4) misure per la messa in sicurezza della mobilità su due ruote a motore basate sull’analisi dell’incidentalità specifica, sull’individuazione delle situazioni e dei fattori di rischio presenti in loco, sull’individuazione delle tipologie di interventi più efficaci, sulla progettazione e sulla realizzazione degli interventi (anche in questo caso è opportuno definire un protocollo di riferimento);
C5) progetti pilota e interventi per la messa in sicurezza degli spostamenti casa-lavoro, con particolare riferimento al pendolarismo, che rispettino un protocollo di analisi, individuazione dei fattori di rischio e delle possibili soluzioni, progettazione delle misure di messa in sicurezza e loro attuazione.
2) Gli interventi infrastrutturali dovranno fare riferimento alla situazione della rete stradale

Destinatari
Province e i Comuni, in forma singola o associata.
Alle singole Amministrazioni, o ai raggruppamenti di queste, possono essere associati in partenariato altri organismi, pubblici o privati, interessati al miglioramento della sicurezza stradale, che partecipano direttamente alla definizione e attuazione della proposta di intervento e contribuiscono ad attuarla e a sostenerne gli oneri.
L’impegno a partecipare attivamente alla definizione e alla attuazione della proposta e a sostenerne gli oneri, da parte di più Amministrazioni locali in un rapporto di concertazione interistituzionale o di altri organismi interistituzionale o di altri organismi e strutture pubbliche o private, in un rapporto di partenariato, costituisce fattore premiale.

Scadenza: 12 settembre 2013 – 0re 12,00

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Consigliere Regionale, Assemblea Legislativa delle Marche.