Contributi a Comuni e Province per interventi di sicurezza stradale – 4° e 5° Programma 2007

Sicurezza stradaleNell’ambito del Piano Nazionale della Sicurezza Stradale (PNSS).  è stata assegnata alla Regione Marche la somma complessiva di euro 2.856.930,50, di cui euro 1.795.106,00 per il programma 4° ed euro 1.061.824,50 per il 5° programma .

Obiettivi

  • in conformita con quanto previsto dal 4° e 5° Programma di attuazione del Piano Nazionale della Sicurezza Stradale, sono finalizzati a:
    – sviluppare e rafforzare le capacita di governo della sicurezza stradale presso le Province e i Comuni e ad incentivare la crescita degli investimenti per migliorare la sicurezza stradale;
    – favorire la formazione di una nuova cultura della sicurezza stradale presso i cittadini in età scolare, presso gli adulti e presso i decisori e i tecnici che possono contribuire al miglioramento della sicurezza stradale;
    – promuovere lo sviluppo di interventi ad alta efficacia, distribuiti su tutta la gamma dei campi di intervento prioritari indicati nel successivo art. 3, comma 1), e favorirne la diffusione in modo da determinare, a parita di risorse disponibili, la piu ampia e celere riduzione delle vittime degli incidenti stradali.

Campi di intervento

Sono finanziati gli interventi dedicati in modo specifico al miglioramento della sicurezza stradale con riferimento ai campi di intervento prioritari elencati di seguito:

Settore A, rafforzamento della capacità di governo della sicurezza stradale, costituito da quattro campi d’intervento:
A1) definizione e attuazione di piani di formazione al governo della sicurezza stradale per tecnici e decisori, sia sotto il profilo tecnico, sia sotto quello della programmazione, pianificazione e gestione del sistema di interventi a favore della sicurezza stradale;
A2) realizzazione di centri di monitoraggio regionali e locali (provinciali e comunali) finalizzati ad analizzare lo stato e l’evoluzione della sicurezza stradale, i fattori di rischio, le misure intraprese per migliorare la sicurezza stradale e nonché i risultati raggiunti da tali misure e la loro efficacia laddove si precisa che il presente bando costituisce riferimento per i soli centri di monitoraggio locali mentre i centri di monitoraggio regionali sono regolamentati direttamente dal punto 7 della relazione illustrativa del 4° e 5° Programma;
A3) definizione e attuazione di piani di addestramento al governo della sicurezza stradale per tecnici e decisori, sia sotto il profilo tecnico, sia sotto quello della programmazione, pianificazione e gestione del sistema di interventi a favore della sicurezza stradale;
A4) iniziative rivolte al contrasto dei comportamenti ad alto rischio comprendenti: indagini sulle caratteristiche e sulla distribuzione sociale, spaziale e temporale dei comportamenti di guida ad elevato rischio, definizione delle misure più efficaci per contrastare tali comportamenti e applicazione di tali misure e verifica della loro efficacia;
Settore B, formazione di una nuova cultura della sicurezza stradale, costituito da tre campi di azione:
B1) definizione e realizzazione di progetti pilota nel campo della formazione alla mobilità sicura e sostenibile della popolazione in età scolare, secondo criteri di sistematicità, coerenza, integrazione, orientamento su obiettivi specifici e misurabili, monitoraggio del risultati e valutazione della loro efficacia, condivisione dei risultati delle esperienze;
B2) campagne locali di informazione e sensibilizzazione da integrare in una banca generale di comunicazione per la sicurezza stradale (messa in rete delle esperienze di informazione, sensibilizzazione, valorizzazione e diffusione delle esperienze più significative creazione di un sistema di informazione e sensibilizzazione rivolto sia alla popolazione adulta in generale, sia a specifici segmenti e tipologie sociali);
B3) costituzione di consigli, consulte e associazioni per promuovere la diffusione della cultura della sicurezza stradale e/o la realizzazione di misure per migliorare la sicurezza stradale.
Settore C, interventi su componenti di incidentalità prioritarie ai fini dei miglioramento complessivo della sicurezza stradale nel Paese, costituito da sette campi di azione:
C1) individuazione delle tratte stradali extraurbane che presentano le maggiori concentrazioni di vittime per incidenti stradali, analisi dei fattori di rischio, definizione della gamma di interventi efficaci per eliminare o ridurre i fattori di rischio, valutazione delle alternative e scelta dell’ alternativa più soddisfacente, sua definizione progettuale e realizzazione o avvio dell’intervento (o degli interventi);
C2) piani, programmi e interventi per migliorare la sicurezza stradale nelle aree urbane ad elevata incidentalità stradale attraverso misure di regolamentazione del traffico, riqualificazione del sistema viario, interventi urbanistici (“Progetto città sicure”);
C3) piani, programmi e interventi per migliorare la sicurezza della mobilità ciclopedonale sia attraverso una opportuna regolamentazione del traffico, sia attraverso la creazione di percorsi protetti e riservati, una elevata priorità dovrà essere attribuita alle proposte che prevedono la creazione di ampie aree protette o una rilevante estensione delle superfici stradali riservate esclusivamente alla mobilità ciclo-pedonale o, ancora, la creazione di una ampia rete di percorsi ciclopedonali protetti o con esclusione del traffico motorizzato da tutta la sede stradale;
C4) misure per la messa in sicurezza della mobilità su due ruote a motore basate sull’analisi dell’incidentalità specifica, sull’individuazione delle situazioni e dei fattori di rischio presenti in loco, sull’individuazione delle tipologie di interventi più efficaci, sulla progettazione e sulla realizzazione degli interventi (anche in questo caso è opportuno definire un protocollo di riferimento);
C5) misure a favore del miglioramento della sicurezza della mobilità su strada dei cittadini anziani attraverso una adeguata informazione si rischi specifici della mobilità su strada nella età più avanzata , i rischi indotti dall’uso di farmaci, la creazione di servizi di trasporto dedicati, la realizzazione di percorsi ciclopedonali e aree di incontro ideati in modo specifico per le esigenze di sicurezza degli anziani;
C6) progetti pilota e interventi per la messa in sicurezza degli spostamenti casalavoro, con particolare riferimento al pendolarismo, che rispettino un protocollo di analisi, individuazione dei fattori di rischio e delle possibili soluzioni, progettazione delle misure di messa in sicurezza e loro attuazione.
C7) riduzione dei maggiori divari di rischio esistenti a livello provinciale attraverso piani di azione che rispondano ad uno specifico protocollo e che prevedano anche attuazioni pilota;

Destinatari
Le Province e i Comuni, in forma singola o associata.

Alle singole Amministrazioni, o ai raggruppamenti di queste, possono essere associati in partenariato altri organismi, pubblici o privati, interessati al miglioramento della sicurezza stradale, che partecipano direttamente alla definizione e attuazione della proposta di intervento e contribuiscono ad attuarla e a sostenerne gli oneri.
L’impegno a partecipare attivamente alla definizione e alla attuazione della proposta e a sostenerne gli oneri, da parte di più Amministrazioni locali in un rapporto di concertazione interistituzionale o di altri organismi e strutture pubbliche o private, in un rapporto di partenariato, costituisce fattore premiale.

Scadenza: 12 settembre 2013 – ore 12,00

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Consigliere Regionale, Assemblea Legislativa delle Marche.