“Decreto del Fare”: Un passo avanti, ma serve più coraggio!

“Decreto del Fare”: Un passo avanti, ma serve più coraggio!

o-LETTA-ALFANO-facebookQuesta settimana il Governo ha varato il primo provvedimento politico, il cosiddetto “Decreto del fare”.

Tra le novità più rilevanti (clicca qui per il testo del Decreto) c’è l’istituzione di un fondo per rilanciare le opere pubbliche, fortemente voluto dal PDL e dal Ministro Lupi, che prevede un investimento di 2 miliardi per terminare infrastrutture strategiche, credito agevolato per le imprese che acquistano macchinari, prestiti più facili per le imprese (con l’aumento da 2 a 4 miliardi del fondo di garanzia).

Oltre a queste misure, il Decreto stabilisce l’impossibilità dell’espropriazione della prima abitazione, come fortemente sostenuto dal PDL, e l’aumento del numero di rate (da 72 a 120) per saldare debiti verso Equitalia.

Una boccata d’ossigeno per molti, ma si poteva e si deve fare di più!

Il Decreto è un primo passo verso la sburocratizzazione per le imprese e il rilancio dell’economia, ma bisogna incidere di più sulla defiscalizzazione delle assunzioni di giovani da parte delle imprese, in modo da rilanciare l’occupazione, e sulla riduzione della pressione fiscale.

[pullquote]Il risanamento dei conti pubblici non può trasformarsi da medicina in malattia![/pullquote] Il risanamento dei conti pubblici non può trasformarsi da medicina in malattia! Il Governo e il Presidente del Consiglio, devono chiedere ed esigere di più dall’Europa, perchè i continui sacrifici e la politica di austerità imposti da Berlino ci stanno portando sempre più in basso nella spirale recessiva più grave del secolo.

Bene sta facendo il Popolo della Libertà a continuare la battaglia per evitare l’aumento dell’IVA ed eliminare definitivamente l’IMU sulla prima casa: 8 miliardi di euro su un costo totale dello Stato pari a 800 miliardi è un’operazione che non solo si può fare, ma si deve fare! Soltanto uno sciocco potrebbe pensare che in questo momento, in cui il potere d’acquisto delle famiglie è ridotto ad una condizione miserabile, un ulteriore aumento delle tasse porterebbe un gettito maggiore nelle casse dello Stato: al contrario i consumi diminuirebbero ulteriormente e così anche l’ammontare dell’imposta sul valore aggiunto!

Piuttosto si cerchi di ottenere in Europa il grande risultato di scorporare gli investimenti dal deficit e quindi dal tetto del 3% di rapporto deficit/pil e si trovino soluzioni condivise sulla liberalizzazione del mercato mondiale, tema affrontato nell’ultimo G8, che tutelino il nostro manifatturiero e made in Italy: solo se saranno fissate regole certe per un sistema di mercato omogeneo l’Europa riuscirà a sfruttare le enormi possibilità di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese.

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Consigliere Regionale, Assemblea Legislativa delle Marche.