MARCOZZI, CELANI, CARLONI:” LA RIFORMA SANITARIA SMEMBRA LA SANITA’ DEL TERRITORIO: LA GIUNTA NON STA RIQUALIFICANDO, STA TAGLIANDO.”

MARCOZZI, CELANI, CARLONI:” LA RIFORMA SANITARIA SMEMBRA LA SANITA’ DEL TERRITORIO: LA GIUNTA NON STA RIQUALIFICANDO, STA TAGLIANDO.”

MARCOZZI, CELANI, CARLONI : “LA RIFORMA SANITARIA SMEMBRA LA SANITA’ DEL TERRITORIO: LA GIUNTA NON STA RIQUALIFICANDO, STA TAGLIANDO.

I 13 Ospedali di comunità non saranno più veri Ospedali: si allarga la frattura sociale con i territori e il personale.

“La riforma dei 13 ospedali di comunità non riqualifica la sanità del territorio, anzi la smantella e la smembra tagliando servizi sanitari essenziali solo al fine di fare cassa a danno dei cittadini. Se la riforma sanitaria va in porto così come è, le 13 strutture sanitarie riconvertite in tutte le Marche non saranno più veri ospedali capaci di tutelare il diritto alla salute dei cittadini. In questo modo si allarga la frattura sociale con i territori e gli operatori sanitari” ; così i consiglieri regionali Marcozzi (FI) , Celani (FI) , Carloni (AP) intervengono a proposito della delibera approvata lunedì scorso da parte della Giunta Regionale.

“I cittadini – proseguono i consiglieri Marcozzi, Celani, Carloni – non debbono farsi ingannare, perché la Giunta regionale cerca di nascondere la dura realtà delle decisioni assunte parlando di “riqualificazione” per non usare la parola più appropriata di “tagli”. Cos’è la riconversione di posti di letto ospedalieri di lungodegenza e riabilitazione in posti letto di cure intermedie se non un vero e proprio taglio di servizi sanitari essenziali che comportano riduzione di spesa sanitaria? Questo taglio porta con sé il rischio di aumentare la compartecipazione alle spese dei soggetti fragili, come gli anziani, e delle loro famiglie. Giustificare la riforma con le assunzioni è solo un grande bluff mediatico per giustificare le scelte ragionieristiche di smembramento della sanità marchigiana. Il tutto, poi, avviene senza vero dialogo sociale e senza l’inquadramento degli interventi di riconversione in un progetto generale di riforma:

  • c’è ritardo nella ridefinizione delle reti cliniche; 
  • l’integrazione socio-sanitaria non decolla minando la continuità assistenziale, di fondamentale importanza per i soggetti fragili come gli anziani;
  • l’assistenza domiciliare è ferma al palo;
  • il piano di accreditamento sui posti letto extra-ospedalieri non c’è; 

Senza dimenticare la carenza più importante: l’assenza completa di un vero dialogo sociale e istituzionale, tanto sbandierato dal Presidente ed Assessore alla sanità Luca Ceriscioli. In tutte le Marche con i territori si stanno consumando autentiche fratture, sia con i Sindaci sul piede di guerra che ricorrono ai tribunali per difendere i diritti sanitari delle proprie comunità, sia con il personale, i sindacati, i dirigenti medici , in constante stato di agitazione come sottolineato dai dirigenti, dal personale e dai sindacati”.

“Caro Presidente Ceriscioli – concludono i consiglieri regionali Marcozzi, Cerlani, Carloni – ripensa a quello che stai facendo e cambia marcia, oppure lascia la delega alla sanità”.

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Consigliere Regionale, Assemblea Legislativa delle Marche.