SALVATAGGIO DI BANCA MARCHE ? NON VEDO SALVATORI. TERRITORIO E RISPARMIATORI IMPOVERITI -VIDEO-

SALVATAGGIO DI BANCA MARCHE ? NON VEDO SALVATORI. TERRITORIO E RISPARMIATORI IMPOVERITI -VIDEO-

Oggi, dopo aver richiesto al presidente della Regione Ceriscioli di riferire in aula in merito alla vicenda di Banca Marche, ho avuto un vivace botta e risposta con lui  .

Mentre Ceriscioli, oltre ad esprimere soddisfazione per l’esito dell’operazione, ha ricordato come Banca Marche sia un’impresa e come le sue azioni e le sue obligazioni subordinate siano inevitabilmente esposte al rischio d’impresa, io ho voluto sottolineare, invece, la mia forte preoccupazione.


Questa vicenda di Banca Marche  ha delle anomalie che non possiamo sottacere. Se la strada del fondo interbancario inseguita per mesi e’ stata negata dall’Europa a causa dell’imminente introduzione del bail-in, va sottolineato che l’anomalia che ravvedo in questa situazione è che non vedo i salvatori. Chi sta facendo questa operazione probabilmente non metterà niente del proprio e non vorrei che ci fosse in mente lo stesso esito avuto con il Banco di Napoli, quando i salvatori si sono presi con 4 spiccioli una banca che è stata poi patriamonializzata oltre la normalità.

C’e’ il rischio di una speculazione fatta ai danni dei marchigiani. Ci sono in ballo 500 milioni di euro delle fondazioni , 400 milioni di obligazioni subordinate e 400 milioni di piccoli azionisti. E’ vero che la banca è un’impresa, però e’ anche vero che, in questo caso, ci sono i soldi dei cittadini e delle fondazioni marchigiane che verranno sottratti nel tempo alle erogazioni sulla cultura e sul sociale. Questo è un danno che richiede misure straordinarie e non ordinarie. E’ sbagliato che siano stati chiamati a rispondere dei danni provocati dagli amministratori, dirigenti e revisori della banca proprio quei risparmiatori che hanno investito il loro denaro fidandosi di quella istituzione bancaria del territorio che sembrava indistruttibile.

In passato ho spesso denunciato le anomalie di ciò che stava accadendo, ma, mentre prendevo querele per diffamazione, c’erano molti politici che facevano la corsa a dare la priopria solidarietà a quelle persone che contestavo perche’ mi sembrava poco opportuno che le istituzioni bancarie del territorio comprassero le azioni di una banca che si ventilava fosse gia in crisi. Dispiace oggi aver avuto ragione e dispiace soprattutto ascoltare in queste ore l’enorme sofferenza di quei cittadini che in poche ore hanno perso tutti i loro risparmi.

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Consigliere Regionale, Assemblea Legislativa delle Marche.