Se i Vasi sono brutti la colpa è della Sovrintendenza Beni Culturali

Se i Vasi sono brutti la colpa è della Sovrintendenza Beni Culturali

Nel Paese dei ritardi e della irresponsabilità diffusa, infatti nessuno è mai responsabile di niente, io vorrei iniziare a spiegare di chi è la colpa della “bruttura” fatta con i vasi nel centro storico di Fano.
Nel 2012, dopo un viaggio a Torino dove avevo visto dei vasi in corten con il bosso, inizio ad interessarmi grazie ad un gruppo di commercianti, capitanati da Filippo Bacchiocchi e soprattutto Barbara Marcolini, delegata a curare questo progetto, di una ipotesi di cambio dei vasi per iniziare a dare un nuovo arredo urbano, cerco la collaborazione dell’Ente Regionale per la Forestazione ASSAM, successivamente con la Commissione Bilancio della Regione Marche mettiamo a punto un emendamento per trovare i finanziamenti per una sperimentazione di nuovo arredo urbano. Trovati nel 2013 con fatica i fondi 70.000€ regionali il Comitato Apriamo il Centro Storico, in assoluta autonomia, inizia a disegnare un nuovo vaso è una nuova pianta per riallestire la città. Il Comune di Fano che avrebbe beneficiato dei contributi che avevo trovato predisponeva una gara sulla base proprio del progetto che con grande sussidiarietà il Comitato ha gestito quindi i commercianti stessi.
Eravamo entusiasti e le riunioni per questo tema hanno scaldato anche gli animi ma c’era una grande energia e un protagonismo vero per fare un piccolo gesto verso la nostra città.
Trovati i soldi, i commercianti appunto fanno il progetto e il comune predispone il bando per acquistare i vasi e le piante, arriva lo stop della zelante sovrintendenza regionale ai beni e alle attività culturali e architettoniche
. All’improvviso un parere che sembrava scontato e soprattutto non dovuto in quanto questi per anni avevano sottaciuto la bruttura dei vasi vecchi, oggi all’improvviso vogliono dire la loro sul l’arredo nuovo. Nella persona dell’arch.Simona Guida sovrintendente ai beni culturali per la nostra città per sei mesi se non di più ferma il progetto per esercitare un parere sullo stesso.
La sovrintendente in questione decide che il vaso non va bene e indica i cambiamenti da fare sia al vaso ma addirittura anche alla pianta.
Io non mi sono interessato al progetto o alla scelta della pianta ma ho lasciato che ognuno facesse la propria parte.
Il risultato dell’intervento della Sovrintendenza Regionale ai beni e attività culturali, guidata dall’Arch. Stefano Gizi, è di aver fatto cambiare il progetto iniziale, le dimensioni e la pianta.
Voglio chiarire, tutelare la bellezza, specie quella derivante dall’archeologia, è un dovere per uno stato con una cultura millenaria come il nostro ma avere dei burocrati che intervengono in un progetto banale di abbellimento anzi di sostituzione di vasi vecchi è incredibile!
Il mio ruolo mi imporrebbe la prudenza di tacere per evitare che alla fine se la prendano con me però, al contrario, io ho deciso di pubblicare una critica circostanziata con i loro nomi in quanto funzionari pubblici, perché la gente deve sapere che anche nelle piccole cose la burocrazia può fare i danni.
Io sono sinceramente dispiaciuto perché avrei voluto lasciare un segno tangibile nella mia città di un impegno politico in Regione, i vasi era solo l’inizio di una riqualificazione che la città deve iniziare a fare ma dovevano essere più belle.
Ho deciso di scrivere queste poche righe perché sento che sta montando, soprattutto tra i commercianti la polemica allora voglio evitare che ad esempio chi non fa nulla possa criticare per prendersi qualche spazio, i grillini per esempio hanno l’abitudine di fare i professorini con la matita rossa e quella blu per fare i “segnetti”, criticare è facile ma non gli ho mai visti a fare qualcosa per questa città al di là delle critiche talvolta banali.
Speravo che fossero più belle e avrei voluto che almeno i commercianti, che hanno autonomamente realizzato il progetto, avessero un po di gratitudine e di comprensione ma vedo che non è così, mi spiace, d’altra parte c’era una famosa frase “nessuna buona azione resterà impunita”.
Purtroppo a Fano abbiamo i “censori della bellezza” che decidono cosa è bello e cosa è brutto elevandosi ad un ruolo inopportuno e talvolta, come in questo caso, capace di abbruttire qualcosa che se lasciato fare in libertà ai cittadini sarebbe senz’altro venuto meglio.

P.s.
1.Tuttavia tra non fare nulla e scrivere delle banalissime critiche sui social e rischiare di fare qualcosa per Fano io scelgo sempre la seconda.

2.La sovrintendenza è da abolire!

Mirco Carloni
Presidente Gruppo Ncd
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Consigliere Regionale, Assemblea Legislativa delle Marche.