Roma, 12 novembre 2025 — La giornata di oggi segna un passaggio concreto per lo sviluppo delle Marche. Con il voto espresso in Commissione Bilancio della Camera, è stato approvato il disegno di Legge che estende la ZES Unica anche a Marche e Umbria, i cui territori sono quindi inseriti in una cornice nazionale che accelera gli investimenti, semplifica le procedure e restituisce certezza a chi vuole aprire, ampliare, innovare. È un passaggio atteso — e promesso.
“Questo impegno lo avevamo assunto con i marchigiani in campagna elettorale e, a differenza delle precedenti amministrazioni, questa maggioranza, questo Governo e soprattutto questo Parlamento lo hanno mantenuto,” dichiara Mirco Carloni, Presidente della Commissione Agricoltura della Camera e deputato della Lega. “E’ un segnale di serietà ed una vittoria importantissima per la comunità marchigiana, resa possibile grazie all’impegno di tutto il centrodestra, del Governo nazionale e del Presidente Acquaroli, ai quali va il mio ringraziamento.”
Con l’estensione della ZES, per tutti i comuni marchigiani si apre una fase nuova sul piano amministrativo e operativo. Il primo elemento è il varo dello Sportello Unico Digitale ZES: un front-office telematico che consente alle imprese di presentare l’istanza una sola volta, monitorarne lo stato, interloquire con tutte le amministrazioni coinvolte e ricevere un’unica risposta. Da qui deriva la vera svolta: l’Autorizzazione Unica sostituisce e accorpa i diversi titoli abilitativi, con la conferenza dei servizi convocata in modalità accelerata e la conclusione dei procedimenti fissata entro sessanta giorni. È la fine dei rimpalli fra uffici e dei tempi indefiniti che troppo spesso scoraggiano gli investimenti; è l’adozione di un metodo misurabile, tracciabile, certo.
A questo si aggiunge una qualificazione giuridica che fa la differenza nei cantieri: le opere connesse agli investimenti in ZES sono dichiarate di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità. Tradotto in pratica, significa che espropri, occupazioni d’urgenza e tutti gli atti propedeutici possono procedere lungo corsie più rapide, con un coordinamento centrale in grado di sciogliere i nodi e superare i dinieghi immotivati. La governance è affidata a una cabina nazionale che vigila sui tempi e interviene quando serve: un arbitro terzo che garantisce l’interesse generale, tutela gli investitori corretti e impedisce che un procedimento si areni per inerzie o conflitti tra enti.
La ZES, inoltre, consente — laddove sia utile alla competitività dei distretti — di istituire zone franche doganali “intercluse”: aree portuali, retroportuali, interporti o piattaforme industriali che, una volta perimetrate e approvate dall’Agenzia delle Dogane, operano con regimi doganali agevolati e procedure semplificate in entrata e in uscita delle merci. Non è un automatismo: si attivano caso per caso, dove c’è un progetto solido e un disegno logistico coerente. Ma la cornice è pronta e, se ben usata, può diventare un moltiplicatore per export e lavorazioni a valore aggiunto.
Accanto alle semplificazioni, c’è il capitolo degli incentivi economici, primo tra tutti il Credito d’imposta ZES. Tali agevolazioni sono legate alle “aree assistite” incluse nella cosiddetta “Carta degli aiuti 2022-2027”, che stabilisce in quali aree geografiche e fino a quali massimali percentuali possano essere concessi gli aiuti agli investimenti. Nelle Marche alcune porzioni di territorio sono già incluse, altre — in particolare in provincia di Pesaro e Urbino — non lo sono o lo sono solo in parte.
Su questo punto si colloca la fase politica che si apre da domani. “Ora serve lo stesso piglio nella modifica della Carta degli aiuti tra Regione e Unione europea,” prosegue Carloni. “L’obiettivo è includere ulteriori comuni nel perimetro del credito d’imposta, con particolare attenzione alla provincia di Pesaro e Urbino. Confidiamo che Bruxelles raccolga la nostra proposta, perché l’allargamento della mappa consentirà di sprigionare tutto il potenziale della ZES nelle Marche.” Il percorso è chiaro: la modifica della Carta è un’iniziativa formale dello Stato membro, che elabora la proposta sulla base dei criteri europei, coinvolge le Regioni nella fase istruttoria e notifica alla Commissione per l’approvazione. Non è un atto simbolico, ma un aggiornamento sostanziale della geografia degli aiuti, destinato a tradursi in più investimenti, più occupazione e più competitività industriale.
In sintesi, l’estensione della ZES porta da subito alle Marche un cambio di marcia nella gestione dei progetti: tempi certi, un’unica regia, strumenti doganali avanzati dove servono, e una cornice di affidabilità che fa la differenza quando un imprenditore decide dove mettere i propri soldi. Parallelamente, la partita europea sulla Carta degli aiuti determinerà quanta spinta fiscale potremo aggiungere a questa velocità amministrativa. “Abbiamo mantenuto la parola sull’estensione ZES,” conclude Carloni. “Ora lavoriamo, insieme alla Regione e al Governo, perché la Carta degli aiuti fotografi meglio la realtà produttiva marchigiana. Così le nostre imprese avranno non solo la velocità, ma anche gli incentivi necessari per investire, crescere e creare lavoro di qualità.”
ALLEGATO —> SCHEDA BENEFICI ZES

