Mozione Consiglio Regionale sui Marò Italiani

Mozione Consiglio Regionale sui Marò Italiani

ASSEMBLEA LEGISLATIVA DELLE MARCHE

– Premesso che la vicenda riguardante i due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, accusati di aver ucciso due pescatori indiani, sta assumendo via via i contorni di una tragedia annunciata
– Considerato il mancato accordo tra Roma e New Delhi per la definizione della giurisdizione italiana, causando il rientro nella giornata di venerdì scorso dei due fucilieri in terra indiana per essere giudicati a seguito dell’istituzione di un tribunale ad hoc
– Appreso che l’Alta Corte di New Delhi ha intanto istituito tale tribunale per esaminare il caso e la questione della giurisdizione e che ha nominato già il giudice Amit Bansal quale responsabile
– Visto l’esito non incoraggiante e per nulla risolutivo del colloquio avvenuto il 25 marzo 2013 tra il sottosegretario agli Esteri Staffan de Mistura e il ministro indiano degli Esteri Salman Khurshid
– Viste le pesanti dichiarazioni del governatore del Kerala, Oommen Chandy secondo il quale i due marò essendo “vittime del loro criminale comportamento” e “implicati nell’assassinio di due innocenti”, il processo deve assolutamente celebrarsi in India
– Evidenziata la richiesta alle istituzioni e a tutte le forze politiche del marò Massimiliano Latorre che in un appello del 25 marzo 2013 ha esplicitamente chiesto un gesto di responsabilità, di unione delle forze e di condivisione da parte di tutta la nazione affinché si giunga al più presto ad una soluzione dell’intera vicenda

si invita codesta Assemblea

– a far propria e a raccogliere unanimemente l’appello del marò Massimiliano Latorre che oltre l’espressione della rabbia per la farsa che stiamo vivendo, vuole essere una richiesta di unità e di un segnale di un Paese che almeno di fronte alla propria bandiera e ai propri soldati si riconosca in una sola e orgogliosa Nazione
– a esprimere tutto il proprio dissenso nei confronti del governo indiano che sta imponendo la propria giurisdizione anche con l’uso di incaute minacce pubbliche
– a chiedere pubblicamente al Governo italiano, al Ministro degli Affari Esteri e a tutte le forze politiche di dimostrare massima unità d’intento per giungere ad una soluzione celere della vicenda tanto opportuna quanto acclamata
– a esprimere con forza la vicinanza e solidarietà nei confronti dei due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone

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